amarsi e sottomettersi (20)

14 Agosto 2013 0 Di Matteo

gli uni agli altri nel timore di Cristo” è per Paolo la condizione ineludibile per vivere sane e fruttuose relazioni fraterne. Questo è tanto più vero per la relazione di coppia, per la quale l’apostolo fornisce niente di meno che l’esempio di Cristo, Capo e Salvatore della sua chiesa.

Per le relazioni tra moglie e marito il modello è l’amore di Cristo che si sacrifica alla croce e non si limita a riscattare la sua sposa, cioè la sua chiesa, ma si prende cura di lei quotidianamente allo scopo di prepararla adeguatamente, attraverso l’acqua e il cibo della Sua Parola, per il giorno in cui la farà comparire dinanzi a sé priva di qualsiasi difetto.

Come Cristo così il marito cristiano deve badare a promuovere il bene della propria moglie, amandola come sé stesso e prendendosi tenera cura di lei. Questa, a sua volta, è esortata a riconoscere il ruolo di guida del marito e a sottomettervisi, cosa questa che non le sarà difficile nella misura in cui sarà oggetto dell’amore del coniuge.

I problemi sorgono nel momento in cui ognuno esige dal proprio partner ciò che gli è dovuto dimenticando i propri doveri. Nel rapporto coniugale non esiste il superiore e l’inferiore, chi serve e chi è servito, chi è chiamato ad amare e chi a sottomettersi, perché come il vero amore non esclude la sottomissione, perché esso sa umiliarsi e riconoscere i propri limiti ed errori, così l’esercizio della sottomissione si rivela essere un atto d’amore tra i più maturi, nobili e apprezzabili.

Resta da dire che se l’amore è sempre dovuto, anche ai nemici, non così per la sottomissione quando è ingiustamente pretesa con la forza e non più espressione di un patto d’amore vincolante e duraturo, del tipo di quello con cui Cristo lega a sé la sua sposa, la chiesa, per sempre.

Leggi Efesini 5, 21-33