ben equipaggiati (23)

ben equipaggiati (23)

18 Agosto 2013 0 Di Matteo

Paolo è consapevole che la sua esortazione fraterna ad essere imitatori di Dio (5,1) è fuori dalla portata umana se non fosse che la forza di Dio è all’opera nella vita del cristiano. Dinanzi a una sfida così alta e ambiziosa a questi non viene chiesto di mettere in campo le proprie energie, ma di fortificarsi nel Signore indossando quella che l’apostolo, prendendo a prestito immagini già impiegate dal profeta Isaia (11,5;59,17), definisce come “la completa armatura di Dio”.

Non si tratta d’indossare un’armatura militare che faceva del soldato romano quello meglio equipaggiato, ma di rivestirsi di quei caratteri spirituali di giustizia, verità, fedeltà e salvezza che sono propri del Dio delle Scritture e devono riflettersi altresì nella vita dei suoi figli.

La verità del vangelo a cintura dei fianchi, la giustizia di Cristo imputata quale corazza e lo zelo missionale a calzari dei piedi. La salvezza di Dio quale elmo e la fede in Cristo a scudo di difesa. La sola arma offensiva la spada a doppio taglio della Parola di Dio e quella segreta ed efficace della preghiera cristiana.

Il combattimento spirituale del cristiano è tale da richiedere un’armatura spirituale adeguata alle sfide che in ogni tempo quel confronto pone. Il nemico da confrontare e vincere non è il nostro simile ma quelle forze del male che operano nel mondo e nei luoghi celesti alle dipendenze e sotto le direttive del diavolo. Si tratta di un confronto reale e non virtuale anche se di ordine spirituale.

Le battaglie da vincere non sono quelle di un’apologetica evidenzialista forte della propria retorica e delle proprie argomentazioni, ma quelle di una difesa della fede che sa rendere ragione della speranza cristiana non a prescindere dal Dio della Scrittura ma presupponendolo non solo in via preliminare.

Leggi Efesini 6,10-20