quello in cui si diffonde la notizia della tomba vuota e del possibile trafugamento del corpo di Gesù, anche se non si tratta ancora della notizia definitiva riguardante la risurrezione corporale di Gesù dai morti.

I primi testimoni della tomba vuota sono delle donne, che recatesi presto la domenica mattina trovano la tomba aperta e pensano che qualcuno possa averla violata e trafugato il corpo del loro Maestro. Una di esse, Maria Maddalena, corre a riferire della cosa ai discepoli Pietro e Giovanni, i quali si recano di corsa alla tomba per verificare l’attendibilità delle parole di Maria che poi vediamo piangente nei pressi della tomba.

Si intrecciano così due narrazioni parallele – la corsa dei due discepoli e l’apparizione di Gesù risorto a Maria – che alla fine convergono nell’affermazione della verità circa la risurrezione di Gesù dai morti. Nessuno infatti aveva trafugato quel corpo, che era ritornato in vita per la potenza dello Spirito di Dio, a conferma delle parole di Gesù e delle Sacre Scritture. Infatti, all’attendibilità delle parole di Gesù e delle Scritture si aggiunge ora la testimonianza oculare di più persone, le quali, come vediamo, erano propensi a dare una lettura diversa di quella tomba vuota.

Nonostante la loro lentezza nel credere, sarà proprio la realtà della risurrezione di Gesù a dare una svolta decisiva alla loro vita e alla loro testimonianza cristiana, a partire dalla città di Gerusalemme. Come vediamo la tomba vuota lascia ancora spazio a interpretazioni diverse dell’accaduto; sarà solo quanto sta per accadere, a persone diverse in tempi e luoghi diversi, che rappresenterà la prova inconfutabile e definitiva di quell’evento storico unico che è stato la risurrezione corporale di Gesù Cristo.

Ancora oggi è quella stessa fede a fare la differenza tra il formale riconoscimento del fatto storico in sé e la personale conoscenza del Risorto!

Leggi Vangelo s. Giovanni 20,1-13