Nel corso del suo vangelo Giovanni non si palesa mai apertamente, ma tiene a precisare la sua onestà intellettuale e la veridicità dei fatti di cui narra perché ne è stato un testimone oculare. È tutto ciò per promuovere la fede nei suoi lettori: “affinché anche voi crediate”. Oltre a ciò a Giovanni preme sottolineare come certi accadimenti siano il compimento di profezie fatte secoli prima sul conto di Gesù quale Messia promesso.

Per cui, alla sua testimonianza oculare, Giovanni aggiunge l’autorevolezza della testimonianza profetica delle sacre Scritture. Stante la sua narrazione, il lettore ha tutti gli elementi probatori per credere, non tanto e non solo alla verità dei fatti concernenti Gesù, ma per porre la propria fede nella persona di Gesù Cristo che di quei fatti ne è il protagonista.

Nella narrazione della sepoltura del corpo di Gesù, le figure di Giuseppe e Nicodemo meritano qualche considerazione perché danno credibilità a quell’opposizione accesa e frontale di cui Gesù è stato fatto oggetto. Si trattava di un’opposizione tanto vera da far paura e spingere alcuni a non palesarsi come discepoli di Gesù. Giovanni non esprime un giudizio diretto su questi due uomini, ma gli preme dire del loro gesto lodevole e amorevole nei riguardi di quel Maestro che da vivo non hanno avuto la forza e il coraggio di seguire.

In questo non sono rimasti soli, perché nel corso della storia del Cristianesimo, dinanzi alla prospettiva della persecuzione, molti altri hanno assunto un simile atteggiamento. E iI rischio persiste ancora oggi, dal momento che sono milioni i cristiani nel mondo che soffrono in ragione della loro fede. Ma la quasi totalità di loro sorretti dalla forza di Dio non si lascia intimorire!

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