Gesù giudicato, schiaffeggiato e rinnegato

Gesù giudicato, schiaffeggiato e rinnegato

15 Gennaio 2018 1 Di Matteo

Una volta arrestato Gesù è condotto dal sommo sacerdote emerito Anna per essere interrogato circa i suoi discepoli e la sua dottrina. A riguardo egli risponde di aver insegnato apertamente e in pubblico nei luoghi ove i giudei erano soliti ritrovarsi. Gesù chiede di interrogare costoro sul carattere pubblico del suo insegnamento. È a questo punto che una guardia ritenendo impertinente ed offensiva la risposta schietta di Gesù gli molla uno schiaffo, che Egli non incassa senza replicare, certo com’è della correttezza delle sue asserzioni.

Mentre Gesù è condotto, per essere sentito dal sommo sacerdote in carica Caiafa, il suo discepolo più pronto a schierarsi dalla sua parte, per altre due volte rinnega di avere qualcosa a che fare con quell’Uomo messo sotto accusa dai capi del popolo. È a questo punto che il rinnegamento fermo e ripetuto di Pietro è posto in relazione con il canto evocativo del gallo, a conferma dell’attendibilità delle parole profetiche che Gesù aveva anzitempo rivolte al suo discepolo troppo sicuro di sé.

Nella narrazione dell’evangelista Giovanni, testimone oculare dei fatti, il rinnegamento del condiscepolo fa da sfondo al resto dei fatti narrati. Sin dal principio della sua passione Gesù non può contare sulla fedeltà dei suoi, e dopo il tradimento di Giuda, che mai aveva sposato la causa di Gesù, il rinnegamento di Pietro, uno dei suoi più devoti e intimi discepoli, appare veramente troppo.

Eppure anche questo scenario non coglie Gesù impreparato, avendolo egli prospettato per tempo ai suoi, in modo che non fossero scoraggiati a motivo della loro stessa defezione. Più avanti nella narrazione vedremo come Gesù, una volta risorto, saprà sostenere la fede dei suoi intimi e ristabilire Pietro nonostante il suo rinnegamento.

Ancora oggi i credenti non sono immuni da molte forme di prese di distanze da Gesù, ma essi sono chiamati a focalizzare la loro fede sulla fedeltà di Gesù, che ha saputo portare a compimento la sua missione e ottenere la loro salvezza eterna.

Non importa se tu ti senti più un Giuda o un Pietro, se confessi il tuo peccato Gesù è felice di perdonarti e di arruolarti al suo servizio.

Leggi Vangelo s. Giovanni 18,12-27