Gesù protagonista non vittima

Gesù protagonista non vittima

25 Gennaio 2018 0 Di Matteo

Negli eventi che segnano la sua passione e la sua morte, Gesù pare in balia della volontà dei vari soggetti in campo: Pilato e il suo opportunismo che non vuole inimicarsi nè i Giudei nè il Cesare di turno. Le guardie che godono nello sbeffeggiare Gesù e nel prendersi gioco di lui. Il popolo sobillato dai capi che grida la sua condanna alla morte di croce. I soldati romani che si spartiscono le vesti e tirano a sorte la tunica di questo sedicente re dei Giudei.

Gesù sembra sopraffatto dagli eventi e invece ne è il protagonista che non si sottrae al compito di portare a termine la volontà del Padre rivelata nelle Sacre Scritture. Gesù si mostra sempre presente e cosciente e mai in balia degli eventi. È Lui a ridimensionare il protagonismo di Pilato che crede di avere in mano il Suo destino, mentre lo pone dinanzi alle sue responsabilità e rifiuta di rispondergli. È sempre Lui che trova la forza di prendersi cura di sua madre, formula la sua richiesta quando ha sete e infine sancire il successo della sua missione terrena asserendo “È compiuto!”.

Solo ad una lettura superficiale della narrazione Gesù può apparire la vittima designata dalla volontà dell’uomo, mentre Egli di fatto si mostra essere il protagonista consapevole di un disegno in cui la sua passione e la sua morte sono solo eventi necessari ma non conclusivi di una storia che non si è ancora chiusa e che riserva ancora sorprese che non stiamo qui ad anticipare. Del resto Gesù con largo anticipo aveva pronunciato queste parole:

” io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporta e ho il potere di riprenderla.” (Giovanni 10,17-18)

Leggi Vangelo s. Giovanni 19, 1-30