Il senso del nome

Il senso del nome

Senso del nome

La parola speranza insieme alla parola fede carità esprime la quintessenza del messaggio biblico e cristiano. Si tratta di una parola che si ritrova ripetutamente nel testo biblico in riferimento a ciò che Dio rappresenta per il suo popolo Israele (Gr 14,8; 17,13) e soprattutto in riferimento a quella prospettiva concreta e non illusoria determinata dal fatto di accogliere la salvezza da parte di Dio e che ha il suo fulcro nella persona e nell’opera di Gesù Cristo. La speranza è quel orizzonte che l’uomo ha perso nel momento in cui ha infranto il patto con Dio, ma che può ritrovare nel momento in cui fa ritorno a Dio confessando il suo peccato e abbracciando la salvezza in Cristo. La speranza trova le sue fondamenta in Dio, è espressione della fede in Cristo e un frutto concreto dell’opera dello Spirito Santo nella vita del credente.

Per queste ragioni, SperanzaxMilano porta con sé molti significati.

1. La speranza è una realtà perduta nella misura in cui l’uomo aspira ad essa senza riuscire a possederla. Finchè c’è vita c’è speranza, si suole dire, ma il problema sta proprio nella mancanza di vera vita in ragione del peccato che segna il singolo e la collettività. L’uomo non ha solo perso la capacità di sperare, che potrebbe riguadagnare con un sussulto di ottimismo, egli è privato della speranza a motivo del suo peccato. L’uomo naturale è descritto come senza Dio e senza speranza nel mondo (Ef 2,12). L’uomo creato a immagine di Dio aveva ricevuto un mandato creazionale  all’insegna della speranza a fronte della vocazione di vivere per Dio nel promuovere il suo regno. Nel momento in cui i suoi progenitori hanno dato retta a satana e hanno disobbedito hanno perso la prospettiva di una vita caratterizzata dalla speranza. L’uomo ha perso così speranza in Dio, in se stesso, negli altri e nella buona creazione di Dio.

2. La speranza è una realtà riconquistata grazie all’opera di Gesù Cristo alla croce. Mediante la sua morte sostitutiva e la sua risurrezione dai morti il credente rinasce ad una speranza viva (1 Pt 1,3). La speranza del Vangelo consiste nell’essere riconciliati con Dio attraverso un nuovo patto con Dio grazie al sacrificio di Cristo alla croce. Se lontano da Dio l’uomo perde ogni possibilità di sperare ancora, nel fare ritorno a Dio mediante la sola fede in Cristo, la speranza diviene nuovamente una realtà concreta. In Cristo c’è speranza, anzi, come dice la Scrittura, Egli è la nostra speranza (1Tm 1,1).

3. La speranza è una realtà che va altresì proclamata con forza e audacia da un popolo speranzoso grazie all’opera di Gesù Cristo alla croce. Essa è al centro della proclamazione evangelica e qualifica la vocazione cristiana. La speranza promessa è divenuta certezza in Cristo e diventa della vita presente il motore nella prospettiva certa di quella futura, al compimento di tutte le cose. All’uomo sfiduciato e ripiegato su se stesso il Vangelo annuncia un messaggio di speranza in grado di dare senso e una nuova prospettiva alla sua esistenza. C’è ancora speranza per l’uomo e per la città dell’uomo, perché Dio è fedele alle sue promesse e fa grazia a coloro che guardano a Lui in speranza.

4. La speranza è anche una realtà che anima l’azione militante del discepolo di Cristo nel mondo di Dio. La speranza infonde coraggio e promuove l’azione. La speranza in un cambiamento reso possibile dal Vangelo che è un messaggio di speranza e di salvezza certa. La speranza cristiana è qualcosa che non confonde ma è in grado di orientare al bene la vita del discepolo di Cristo. La speranza si alimenta dell’azione passata di Dio, vive nella consapevolezza di quella presente e guarda avanti fiducioso al suo compimento alla fine dei tempi.