La tristezza è lo stato d’animo dominante in questo frangente che i discepoli di Gesù si trovano a vivere. Il Maestro sta per lasciarli e parla loro dell’opposizione che dovranno fronteggiare per amore suo. E la tristezza riempie il loro cuore.

Questo dà modo a Gesù di promettere la venuta dello Spirito di Dio, la cui azione si rivelerà decisiva ai fini della loro missione nel mondo. Come convincere altrimenti il mondo della buona notizia del Vangelo? Senza l’azione di persuasione interiore dello Spirito non c’è modo di vincere le molte resistenze del mondo? Come convincerlo del suo rifiuto di Cristo? Come assicurarlo dell’efficacia salvifica della sua opera e del giusto giudizio che Dio ha decretato su satana sconfitto alla croce?

Lo Spirito avrà anche un ruolo decisivo nei riguardi dei discepoli nel ricordare loro l’insegnamento di Gesù, nel momento in cui egli farà ritorno al Padre. Gesù li assicura che la loro tristezza, per la sua partenza, sarà mutata in gioia, proprio come il travaglio di una donna incinta sfocia nella gioia del parto. Gesù li incoraggia altresì alla preghiera nel nome suo e li assicura della gioia piena che proveranno nell’essere esauditi dal Padre.

Dinanzi a una partenza che appare definitiva come non essere presi dallo sconforto e dalla tristezza? Ma quale gioia e allegrezza, anche a fronte della prospettiva più ardua e sfidante, potersi fidare delle promesse di Gesù!

Leggi dal Vangelo s. Giovanni cap. 16