Il nostro impegno missionale

Il nostro impegno missionale

Il nostro impegno missionale

I contenuti del documento L’impegno di Città del Capo, stilato a conclusione del Congresso evangelico svoltosi in quella città (16-25 Ottobre 2010) sono da noi pienamente condivisi tanto da costituire la fede che confessiamo e l’impegno che ne segue. In un mondo che cerca di reinventarsi a un’andatura sempre più vertiginosa, alcune cose restano immutate. Queste grandi verità che non mutano forniscono la spiegazione biblica del nostro impegno missionale.

* Gli uomini sono perduti. La condizione di fondo degli esseri umani resta quella che la Bibbia descrive: nel nostro peccato e nella nostra ribellione siamo sotto il giusto giudizio di Dio e senza Cristo siamo senza speranza.

* Il vangelo è la buona notizia. Il vangelo non è un concetto che ha bisogno di nuove idee, ma una storia che ha bisogno di essere raccontata in modi sempre nuovi. La storia che non é cambiata è quella di ciò che Dio ha fatto per salvare il mondo, supremamente negli eventi storici della vita, della morte, della risurrezione e della signoria di Gesù Cristo. In Cristo c’è speranza.

* La missione della chiesa prosegue. La missione di Dio continua fino agli estremi confini della terra, fino alla fine del mondo. Verrà il giorno in cui i regni del mondo diverranno il regno del nostro Dio e del suo Cristo e Dio abiterà insieme alla sua umanità redenta nella nuova creazione. Fino a quel giorno, la partecipazione della chiesa alla missione di Dio va avanti con gioiosa urgenza e approfittando delle nuove e stimolanti opportunità che si presentano in ogni generazione, compreso la nostra.

La missione di Dio scaturisce dal suo amore. La missione del popolo di Dio scaturisce dall’amore che abbiamo per Dio e per tutto ciò che egli ama.

Rispetto ad alcuni temi specifici, ecco il nostro impegno missionale:

Nella nostra missione la proclamazione verbale della verità del vangelo resta la cosa suprema. Tale proclamazione però non può essere scissa dal vivere la verità. Le opere e le parole devono andare insieme.

Equipaggiare tutti i credenti con il coraggio e con gli strumenti adatti per rapportare la verità con rilevanza profetica al dibattito pubblico di tutti i giorni in modo tale da interagire con ogni aspetto della cultura in cui viviamo.

Educare tutto il popolo di Dio a una vita di discepolato totale, il che significa vivere, pensare, lavorare e parlare partendo da una visione del mondo biblica e con un’efficacia missionale in ogni luogo o circostanza della vita e del lavoro di tutti i giorni.

Nel mondo della missione le arti sono una risorsa non ancora sfruttata. Incoraggiamo attivamente il più grande coinvolgimento cristiano nelle arti.

Non vogliamo dimenticarci dell’università.

Avere il coraggio di dichiarare che il mondo non può affrontare e neanche risolvere il problema della povertà senza anche confrontarsi con l’eccessiva ricchezza e avidità. Il vangelo sfida l’idolatria del consumismo rampante.

Ci impegniamo a rendere le nostre chiese luoghi di inclusione e di uguaglianza per persone diversamente abili e a stare al loro fianco nel combattere il pregiudizio e nel difendere i loro bisogni nella società in generale.

Siamo anche chiamati a preoccuparci della terra e di tutte le sue creature, in quanto la terra appartiene a Dio, non a noi. Facciamo ciò per il Signore Gesù Cristo che è il creatore, il padrone, il sostenitore, il redentore e l’erede di tutto il creato. Siamo addolorati per il diffuso abuso e per la distruzione indiscriminata delle risorse della terra, incluso la bio-diversità. Probabilmente la sfida più seria e più impellente a cui è esposto il mondo fisico oggi è rappresentata dalla minaccia dei cambiamenti climatici.

Affermiamo il giusto valore del dialogo con le persone di altre fedi, così come Paolo si impegnò in dibattiti con Giudei e Gentili nella sinagoga e in luoghi pubblici. Un simile dialogo, quale legittimo ingrediente della nostra missione cristiana, combina la fiducia nell’unicità di Cristo e nella verità del vangelo con l’ascolto rispettoso degli altri.

La sofferenza può essere necessaria nel nostro impegno missionario di testimoni di Cristo, così come lo fu per i suoi discepoli e per i profeti dell’Antico Testamento. Essere pronti a soffrire è una prova evidente della genuinità della nostra missione. Dio può usare la sofferenza, la persecuzione e il martirio per far progredire la sua opera.

Incoraggiamo i cristiani delle nazioni ospitanti che hanno nel loro mezzo comunità di immigranti provenienti da altri contesti religiosi a portare loro la testimonianza contro-culturale dell’amore di Cristo con fatti e con parole, ubbidendo ai molteplici comandamenti biblici che invitano ad amare lo straniero, a difendere la causa del forestiero, a visitare i prigionieri, a praticare l’ospitalità, a costruire relazioni di amicizia, ad accoglierli nelle nostre case e a provvedere per loro aiuto e servizi.

Battiamoci per raggiungere l’obiettivo della libertà religiosa per tutti.

Le città sono crucialmente importanti per il futuro dell’umanità e per la missione mondiale. Metà della popolazione del mondo vive oggi nelle città. Le città sono il luogo in cui si rinvengono quattro principali generi di persone: (I) la prossima generazione di giovani; (II) i popoli meno raggiunti che sono emigrati; (III) coloro che influenzano la cultura; (IV) i più poveri tra i poveri.

I giovani hanno un grande potenziale come agenti attivi nella missione di Dio.

La preghiera è il fondamento e la risorsa indispensabile per tutti gli elementi della nostra missione.

Poiché non esiste una missione biblica senza un vivere biblico ci impegniamo nuovamente con solerzia e sfidiamo tutti coloro che professano il nome di Cristo a vivere con un carattere radicalmente distintivo che si differenzi dal mondo. Una Chiesa divisa non ha messaggio per un mondo diviso.

La supremazia e la centralità di Cristo nella nostra missione devono essere qualcosa di più di una confessione di fede; esse devono anche governare la nostra strategia, la nostra azione concreta e l’unità.
La formazione teologica è parte della missione, oltre all’evangelizzazione. La missione della chiesa sulla terra è quella di servire la missione di Dio e la missione della formazione teologica è quella di rafforzare e accompagnare la missione della chiesa.

La missione biblica richiede che coloro che professano il nome di Cristo siano come lui, prendendo la loro croce, rinunziando a se stessi e seguendolo nelle vie dell’umiltà, dell’amore, dell’integrità, della generosità e del servizio.

(dal volume: L’impegno di Città del Capo: una confessione di fede e un appello all’azione, Chieti-Roma, Ed. GBU)