Giovedì 5 aprile ore 18:30

Solferino Arte, via Solferino 25

Lettura del Cantico dei Cantici a cura di Anna e Matteo Clemente in occasione del vernissage della mostra di Marcia Zegarra.

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http://www.lirragionevole.it/eventi/mostra-di-marcia-zegarra-5-14-aprile-milano/

 

Il più bel Cantico

Premessa alla lettura del testo

Con il Cantico dei Cantici il lettore è posto dinanzi all’amore sublime di Dio per il suo popolo. Il linguaggio erotico ha finito per suscitare la diffidenza di certi religiosi e farli propendere per una lettura allegorica. Ma, anche se il libro evoca il rapporto di Dio con il suo popolo, è ad una reale coppia umana che esso s’ispira.

Il più bel Cantico valorizza ed esalta l’amore umano. Celebra l’amore e la bellezza dell’intimità umana. Il linguaggio amoroso impiegato è un prodigioso laboratorio di metafore. Il Cantico è un ritratto di una relazione persa e ritrovata, di una sessualità restaurata e capace di dialogare senza doversi imporre.

Si può dire a proposito di una relazione umana tiepida che essa costituisce un indice preoccupante della relazione con Dio.

Nel Cantico dei Cantici abbiamo il dialogo tra un uomo e una donna (2,13) e tra una donna e un uomo (7,12), che evocano il dialogo della Genesi (2,23) e quello dell’Apocalisse (22,17) e che si pone tra la Parola scambiata al principio tra Dio e l’uomo, quella tra l’uomo e la donna e quella infine tra la sposa e lo sposo.

È stato detto che se tutte le Scritture sono sante, il Cantico dei Cantici è il santo dei santi delle Scritture!

Un dialogo, quello in atto nel Cantico, fragile, minacciato e clandestino, ma che si apre alla ricchezza della reciprocità e della definitiva stabilità.

(adattato da “Dalla libertà alla lode” di Pietro Bolognesi, edito da EUN)