Una domanda che mi sono sempre posta, soprattutto da quando divenni protestante – come mai Maria è diventata un oggetto di culto di tale portata nella dimensione Cattolico Romana?
Questo libro risponde egregiamente a questo interrogativo, è facile da leggere, accessibile nel linguaggio e senz’altro utile per chiunque voglia approfondirne l’argomento.
L’autore Leonardo De Chirico ha guadagnato la fiducia del mondo evangelico nazionale ed internazionale essendo oramai da molti anni il migliore esperto protestante su scala mondiale sulla storia e la teologia del Cattolicesimo Romano. Le recensioni sono alquanto positive – un libro che in molti attendevano; letteralmente “una bomba”, come disse il fratello Eliseo; una bomba però che non crea disordine, anzi chiarezza – perché prova efficacemente le ragioni per le quali la dottrina mariana del Cattolicesimo Romano è in conflitto con l’insegnamento biblico.
Nel disegnare il percorso che fece diventare la Maria della Bibbia – Maria della Chiesa – l’Autore inizia con il ritratto biblico di Maria.
Infatti nel Vangeli essa è descritta in tutta modestia e sobrietà come colei che Dio scelse per portare in grembo il Suo unigenito Figlio, non perché ci fosse qualcosa di speciale in Maria, ma perché essa è “favorita della grazia” – cioè destinataria indegna della grazia di Dio – proprio come il resto di noi. Gesù stesso, quando Gli si presentano delle occasioni di parlare di Sua madre, evita ogni tipo di equivoci – e nei pochi passi dove essa viene nominata, l’attenzione si sposta piuttosto verso coloro che “fanno la volontà di Dio, diventando così fratello, sorella e madre di Gesù” (Matteo 12:46-50). Che dire poi del silenzio dell’apostolo Paolo, colui che scrisse il maggiore numero di lettere del Nuovo Testamento, e che non nomina mai Maria?

Come può essere allora, con la mancanza di indizi nella Parola di Dio, che Maria è diventata per alcuni:
– la regina del cielo
– mediatrice
– avvocata
titoli che è giunta a condividere con l’Unico che è in diritto di reclamarli – Gesù Cristo?

Non c’è un evento singolo che, di per sé, possa spiegare le origini e la crescita della mariologia. I fattori sono molteplici, iniziando con la circolazione dei vangeli apocrifi. Infatti, laddove i vangeli canonici sono realisti e sobri, quelli apocrifi concentrano un’attenzione eccessiva sulla figura di Maria. In secondo luogo, anche i Padri della chiesa furono in qualche modo corresponsabili nel suggerire letture di testi biblici che finirono per interpretare Maria come una figura centrale nell’interpretazione biblica, per via di discutibili analogie – confrontando la disobbedienza di Eva con l’obbedienza di Maria. Ad ogni modo però il contesto spirituale da cui si sviluppò la mariologia fu la pietà popolare. Difatti, il corpus di preghiere mariane dal II secolo in poi è impressionante nella sua vastità.
I primi pronunciamenti dogmatici furono durante il Concilio di Efeso, nel 431 d.C. Laddove, da una parte, furono poste le basi dell’insegnamento ortodosso sulla persona di Cristo, pienamente Dio e pienamente uomo, per rafforzare tale tesi fu conferito a Maria il titolo ufficiale di “Madre di Dio”.
Seguono poi, attraverso i secoli, ulteriori pronunciamenti dogmatici mariologici istituiti dalla Chiesa Cattolico Romana:
– Verginità Perpetua di Maria, approvata dal Concilio Lateranese nel 649 d.C., dogma che sostiene che Maria restò vergine sia ante partum, che post partum;
– Immacolata Concezione – proclamata come dogma nel 1854 dal papa Pio IX, e festeggiata l’8 di dicembre. In questa occasione la Chiesa Cattolica Romana celebra la convinzione che Maria sia stata preservata dal peccato originale;
– Assunzione Corporale di Maria – ultimo dogma in ordine di tempo, definito nel 1950 dal papa Pio XII. Il principio cattolico dell’analogia Figlio-madre rese possibile l’estensione della natura priva di peccato dal Figlio alla madre. Nel calendario Cattolico Romano il 15 di agosto è dedicato a questa festa.

Infine, l’Autore ci offre una preziosa esposizione dei principali problemi teologici della mariologia. Questo divario inconciliabile tra la Scrittura e la Maria della Chiesa divenne possibile appunto perché il Cattolicesimo Romano è un sistema religioso con una base diversa rispetto al Sola Scrittura evangelico. Fino ad un certo punto c’è la Scrittura, poi c’è la tradizione. La Bibbia è solo una delle tante autorità, tra le quali la tradizione, più importante della Scrittura stessa. Una tradizione che viene vista come in continuo sviluppo.
I titoli cristologici applicati a Maria (avvocata, soccorritrice, mediatrice) hanno fatto sì che l’attenzione fosse sottratta dal Signore Gesù, infatti il culto di Maria si è diffuso maggiormente della preghiera a Gesù.
Inoltre, la mariologia tange non solo la dottrina della rivelazione, ma anche quella della Trinità. Dal Concilio di Efeso in poi il riconoscimento di Gesù come ugualmente Dio e uomo, assieme alla proclamazione di Maria come “Madre di Dio” progressivamente enfatizzò la deità di Cristo e sminuì la Sua umanità. E questo vuoto lasciato dalla mancanza di considerazione per l’umanità di Cristo fu riempito dall’importanza del ruolo attribuito alla madre Maria. Maria divenne più vicina al Figlio, ma anche più vicina del Figlio, e questa Maria, di fatto, scombinò il rapporto tra Figlio e Spirito Santo, e minò il rapporto tra fedeli e Cristo, e tra fedeli e Spirito Santo. Pur affermando di non voler distogliere l’attenzione dal Figlio, la mariologia tende ad infiltrarsi nell’armonia della Trinità, costituendo un ostacolo al pieno apprezzamento del Dio Trino e di ciò che ha fatto per noi.

In conclusione l’Autore vuole lasciarci con questa riflessione: se oggi Maria fosse in mezzo a noi come vorrebbe essere ricordata e considerata? Lascio a voi di soddisfare la vostra curiosità invitandovi a leggere il libro.