Caro Amico, anche tu come il cieco dalla nascita non passi inosservato alla vista di Gesù Cristo che vuole farti del bene e liberarti dalla tua cecità spirituale. Mentre il resto degli uomini ti guarda solo per esprimere un giudizio sul tuo conto, Gesù ti nota mosso da un amore profondo per te.

Mentre tu sei sdraiato sotto uno di questi portici in Piazza Duomo, sono molti quelli che ti guardano ma non ti vedono realmente. Ti guardano solo per esprimere un giudizio su di te e sul perché della tua inumana condizione. Solo Gesù ti nota veramente e vuole porre fine a quella condizione. Tu non passi inosservato, non gli sei indifferente, quand’anche Gesú sia sempre circondato da una folle che richiama la sua attenzione. Nessun miracolo di Gesù é mai operato da lui in modo inconsapevole. In questo caso Gesù opera in modo insolito, non attraverso una parola ma bensì attraverso un’azione che vuole richiamare il suo ruolo nella creazione. Quella di Gesù é infatti un’azione di vera e propria ri-creazione, dal momento che quell’uomo è stato cieco dalla nascita.

La condizione fisica del cieco nato viene usata da Gesù per parlare della cecità spirituale che affligge dalla nascita ogni essere umano. Il dono della vista fisica che Gesù fa a quest’uomo é figura di quella vista spirituale di cui noi tutti abbiamo bisogno. Gesú afferma di essere la luce del mondo, il Solo in grado di liberarci dalle tenebre del peccato e mostrarci come Dio ci vede, persone prive della vista spirituale. L’umanità tutta é nella condizione spirituale di questo cieco nato.

Caro Amico, tu sei quel cieco nato a cui Gesú vuole far dono della vista spirituale per una sorta di ri-creazione. Anche tu hai bisogno di riconoscere la tua cecità spirituale, la quale é tanto grave e debilitante quanto quella fisica. A motivo di essa tu non sei in grado di discernere nella persona di Gesù Cristo il tuo Salvatore e il Signore della tua vita.

Forse anche tu, al pari del cieco nato, hai ancora dei dubbi sulla vera identità di Gesú, ma anche nel tuo caso Gesú é pronto a cercarti e salvarti. Anche a te Gesù chiede: Credi in me? Quella di Gesù é una domanda, ma anche un imperativo a porre la tua fiducia nella sua persona: Signore, io credo. Questa é la confessione finale dell’ex cieco, questa voglio pregare possa essere la tua confessione questa sera.

Milano, 17 febbraio 2018