Non uccidere: la vita non è nella tua disponibilità

Non uccidere: la vita non è nella tua disponibilità

25 Giugno 2014 0 Di Matteo

Il sesto comandamento (Esodo 20,13) vieta categoricamente di poter disporre a piacimento della vita altrui e di quella propria. Sia l’omicidio che il suicidio costituiscono una grave violazione non del principio della “sacralità” della vita – principio, va ricordato, che per quanto evocato non trova fondamento nelle Sacre Scritture -, ma del diritto di Dio, quale donatore, di disporre della nostra vita come meglio crede per la sua sola gloria.

Egli è il Signore della vita, sia quando la dona sia quando la toglie, come e quando vuole. Nelle sue mani, cioè nella sua disponibilità sta la vita dei potenti così come quella delle persone semplici. Nella storia biblica abbiamo esempi di come l’esistenza umana debba e possa essere al servizio della giusta causa di Dio, e non viceversa al servizio dell’uomo, anche quando questi ritiene di perseguire la più nobile delle cause umane.

Dinanzi alle sfide etiche del nostro tempo, si tratta per noi evangelici di non sposare nè la causa della biolatria (culto della vita) di coloro (cattolici) che si appellano al principio della “sacralità” o “santità” della vita umana, nè la causa della egolatria (culto del sé) di quanti (laici) rivendicano la responsabilità e la libertà dell’uomo nel disporre della propria vita quando questa non è qualitativamente degna di essere vissuta.

Per noi evangelici si tratta di andare oltre la sacralità e la qualità della vita per fare nostra un’etica relazionale della vita, per riconoscere alla vita un valore che dipende sì da norme di riferimento, ma che sappia anche valorizzare le diverse esperienze di vita e le persone concrete che la vivono.

Per un approfondimento della posizione evangelicale rispetto alle questioni sollevate dalla bioetica, invito il lettore a consultare nel Dizionario di teologia evangelica (Marchirolo, ed. Uomini Nuovi, 2007) gli articoli relativi (bioetica, vita, ecc.).