Per due volte Maria Maddalena si sente rivolgere questa domanda, che deve esserle parsa scontata, una prima volta dai due angeli dall’interno della tomba vuota e una seconda da Gesù risorto che ella non riconosce inizialmente e scambia per l’ortolano. Sarà solo quando Gesù la chiama per nome: “Maria!” che lei riconosce in quel suono la voce del suo amato “Rabbuní”, cioè del suo Maestro.

Una domanda che in ogni circostanza simile suonerebbe retorica e banale, ma non in questa specifica, perchè per davvero Maria non ha più ragione di piangere, perché la morte è stata vinta a motivo della risurrezione. Questo è vero nel caso di Gesù Cristo ed è vero per ogni persona che pone la sua fede in Lui.

Per il cristiano di ieri e di oggi non c’è motivo di piangere dinanzi alla prospettiva della morte, perchè Cristo è risorto. La morte resta ancora, per un breve tempo, una realtà con la quale convivere e fare i conti, ma è vicino il giorno in cui la sua sconfitta sarà palese e definitiva. Questo alla seconda venuta di Gesù Cristo quando verranno ristabiliti i nuovi cieli e la nuova terra “e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21,4)

Ecco come la Bibbia mette in relazione la risurrezione di Cristo e la sconfitta della morte e anticipa il momento della sua futura e definitiva resa:

“La Morte è stata sommersa nella vittoria. O morte, dov’è la tua vittoria? O morte dov’è il tuo dardo?” … Ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.” (Paolo apostolo ai cristiani di Corinto in 2 Corinzi 15,54-57)

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