salmo 39, fragile la vita, ferma la fede

salmo 39, fragile la vita, ferma la fede

24 Settembre 2013 0 Di Matteo

Non sono pochi coloro che vivono in funzione di un miglioramento della propria posizione personale, sociale e economica. Anche se ciò potrà comportare la sopraffazione dell’altro, l’assenza di solidarietà nazionale, l’evasione fiscale, e quanto altro udiamo e leggiamo ogni giorno.

Davide è un uomo che s’impone l’autocontrollo e il silenzio dinanzi alla manifestazione del male messo in atto dall’empio, senza che ciò fornisca alcuna soluzione al problema dell’ingiustizia sociale. In alternativa egli chiede a Dio di essere posto dinanzi alla precarietà e alla fragilità della propria e altrui esistenza umana.

Quando egli considera la condizione umana, il più saldo non è immune dal cadere, il più pragmatico e operoso non lavora che per accomulare a beneficio di altri di cui nulla sa. Dinanzi a una tale “vanità” dell’esistenza, Davide vuole rinnovare la sua ferma speranza nel Signore per dare un senso alla propria esistenza.

Dinanzi all’agire insindacabile di Dio egli sceglie, in silenzio, di accettare la dura disciplina del Signore, mentre considera la sua efficacia nel mostrare all’uomo quanto sia vana la sua ricerca di benessere e di autoaffermazione.

In questo canto, che si fa preghiera e supplica a Dio, Davide richiama il ricordo della vita precaria e nomade dei suoi padri che prima di lui sono vissuti come stranieri e pellegrini, pur essendo eredi della promessa di Dio, per chiedere infine che lo sguardo (paterno ma non accomodante) di Dio possa distogliersi da lui e farlo tornare come a respirare, prima di sancire la fine dei suoi giorni.

Davide è un esempio di fede che non si rassegna dinanzi a un’esistenza insulsa e vana, perchè basata su elementi fragili e precari, anzi rinnova la propria fiducia in Dio e non disdegna la sua paterna correzione che dà direzione e significato alla sua esistenza.

Puoi leggere il samo 39 cliccando su “leggi la Bibbia”