una relazione vitale

una relazione vitale

30 Dicembre 2017 0 Di Matteo

Attraverso l’uso di una metafora suggerita e presa a prestito dalla Scrittura (Isaia 5), che intende parlare del rapporto particolare che lega Dio al suo popolo Israele, Gesù si qualifica essere la “vera vite”, cioè il “vero” Israele in grado di alimentare una vita piena e fruttuosa in tutti quei tralci che sono in una relazione vitale con Lui. Solo l’assenza di una tale relazione, che s’instaura nel momento in cui si “dimora” nella parola annunciata da Cristo, fa di noi dei rami secchi destinati al fuoco della distruzione e della morte.

I frutti maturi di una tale dipendenza sono diversi, secondo le parole che Gesù rivolge ai suoi e sono: una vita non sterile ma capace di esprimere frutti visibili e copiosi; un rapporto alimentato in via continuativa dalla richiesta fiduciosa che incontra la risposta certa del Signore; un amore autentico, espressione di quello che il Figlio riceve dal Padre e contraccambia, che si esprime in un’obbedienza ai “comandamenti” di Gesù, la cui gioia completa quella dei tralci che alimenta.

Si tratta di una relazione amicale, quella tra Cristo e i suoi, che pur essendo esclusiva e frutto di una scelta unilaterale da parte di Gesù: “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi”, deve sapersi aprire agli altri, a iniziare da coloro ai quali si è uniti dalla medesima fede in Gesù e insieme ai quali siamo stati da Lui costituiti e inviati allo scopo di portare frutti per la sua gloria.

Ma prima di parlare dell’odio che verrà inevitabilmente dall’esterno, Gesù intende parlare dell’amore quale segno distintivo, peculiare del suo popolo, perché la risposta più persuasiva all’opposizione non può che essere l’amore in azione.

Leggi Vangelo s. Giovanni capitolo 15