Tra coloro che salgono per la festa di Pasqua a Gerusalemme vi sono anche dei greci che esprimono a uno dei discepoli il desiderio di poter vedere Gesù, di certo a motivo delle notizie che circolavano sul suo conto. Quando interpellato in merito Gesù risponde parlando di ciò che sta per accadergli in Gerusalemme, cioè della sua morte in croce come condizione necessaria per dare luogo alla vita. Solo la morte del seme genera il frutto. Solo il suo innalzamento sulla croce determinerà la sconfitta di satana e la glorificazione di Gesù Cristo. Solo in questo modo il Padre sarà ancora una volta glorificato nel Figlio. Egli è la luce in grado di orientare il cammino degli uomini, ma i più non credono alla sua parola per le ragioni anzidette dal profeta Isaia 700 anni prima. Gesù non rivendica originalità per il suo messaggio, perché la sua missione è quella di ripetere le parole apprese dal Padre. Eppure, quanto rivoluzionario ancora oggi risulta essere il suo messaggio, in grado di generare vita dove vi è morte, far luce dove regnano le tenebre, orientare il cammino dove vi è smarrimento, infondere certezze in luogo dei dubbi! Non sappiamo cosa ne fu dei greci, ma di certo sappiamo cosa ne sarà di noi se vorremo fare nostra la loro richiesta e incontrare Gesù nelle pagine della Bibbia.
Leggi Vangelo s. Giovanni 12,20-50