Queste parole pronunciate da Gesù (Matteo 11,28) più di 2000 anni fa e sulle quali ho riflettuto domenica insieme ad altri, oggi martedì si riaffacciano alla mia mente in tutta la loro forza e pregnanza, mentre sono qui in un pronto soccorso ad aspettare l’esito di un intervento a cui uno dei miei figli é sottoposto a seguito di un sinistro stradale. Mai come in questi momenti ho bisogno del riposo di Gesù, che non é l’anestesia dei sensi, del dolore, la quiete fittizia dell’indifferenza e della rassegnazione, la voglia di ipotizzare scenari diversi o la tentazione di recriminare… Niente di tutto ciò! Il riposo é un dono del quale voglio poter gustare la bontà, qui ed ora, nella mia precipua specifica circostanza di questo martedì, nel quale Gesù merita ancora di essere celebrato e creduto.