Questo detto comune si applica alla lettera al rapporto che intercorre tra Gesù e suo Padre. Nel rispondere a coloro che lo mettono sotto accusa per le sue azioni e le sue affermazioni, Gesù replica stabilendo una perfetta simmetria tra la sua persona e quella del Padre, tra la sua volontà e quella del Padre, tra le prerogative divine del Padre e le sue, tra le sue azioni e quelle del Padre. In definitiva, Gesù in quanto Figlio del Padre è uguale a Dio, è egli stesso Dio, esercita la sua stessa autorità, fa le sue stesse opere, merita il suo stesso onore e la medesima ubbidienza, perché da lui dipende il destino ultimo di ognuno di noi.

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