Tutti e quattro gli evangeli narrano della moltiplicazione dei pani a sottolineare l’importanza della circostanza per più di una ragione. La sensibilità di Gesù verso una folla stanca e affamata, la fede di Filippo messa alla prova, la soluzione offerta da Andrea e la rinuncia di un ragazzo che cede la sua merenda, ma soprattutto il miracolo che Gesù compie con quei cinque pani e due pesci e poi l’attenzione perchè non vadano perduti gli avanzi, ma raccolti e resi utili per l’indomani. Dalle parole di Gesù a seguire appare chiaro come la sua azione sia stata funzionale al suo insegnamento. Egli infatti si dice essere il vero pane della vita, superiore anche alla manna fornita al popolo d’Israele nel deserto, la quale andava raccolta quotidianamente perché non appagava la fame in via definitiva. Per questa ragione coloro che hanno fame e sete delle parole di Dio è a Gesù che devono andare.

“Gesù disse loro: ‘Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.’ ”  (Vangelo s. Giovanni 6,35)