In questa successiva venuta di Gesù nella città di Betania tutto è diverso dalla precedente, a seguito della morte dell’amico Lazzaro. Non vi è più dolore, né pianto, né rassegnazione dinanzi alla morte, né il suo fetore, ma bensì buon umore, buona compagnia e una cena pronta per essere consumata. Un profumo di vita e di gioia! I protagonisti sono gli stessi, la laboriosa Marta, il risorto Lazzaro a tavola con Gesù e Maria che, non avendo ancora dimenticato il puzzo di morte di qualche giorno prima, versa del profumo prezioso e costoso sui piedi di Gesù per poi asciugarli con i suoi capelli. Un gesto tanto generoso e premonitore che al discepolo ladro e traditore appare inopportuno, ma che Gesù legge in modo appropriato, conoscendo l’intenzione devota dell’amica Maria. Si tratta del profumo della riconoscenza, quello che Maria spande e che riempie quella casa un tempo segnata dalla morte. Una riconoscenza per il passato (la resurrezione di Lazzaro) e in vista del futuro prossimo (la morte, la sepoltura e la risurrezione di Gesù). Una riconoscenza che anticipa il dono della vita eterna che Gesù ha promesso a coloro che ripongo fede in lui.