La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio (2 Corinzi 3,2-3)

Ognuno di noi nasce con un bisogno insopprimibile di comunicare e di relazionarsi e nel corso del tempo questa necessità si è espressa in modi e forme diverse. Si è passato dall’incidere le rocce, la pietra e la creta, a scrivere sul papiro, sulla pergamena e infine la carta. Oggi usiamo strumenti più tecnologici per cui inviamo sms, mail, tweet, curiamo un sito o un blog personale dove siamo seguiti da pochi o da migliaia di followers. Le forme della comunicazione sono mutate nel tempo ma non è venuta meno l’ineludibile necessità di comunicare e di voler essere in relazione con altri.

Paolo apostolo 2000 anni fa comunicava scrivendo delle lettere, per cui viaggiava con un segretario amanuense al seguito e con rotoli di pergamena da cui non amava staccarsi facilmente. Essi rappresentavano il suo mondo di relazioni e il suo modo di comunicare il vangelo di Dio che gli era stato affidato. La scrittura e lo scrivere per Paolo risultavano essenziali al suo servizio cristiano.

Noi inizieremo a leggere e a riflettere sui contenuti di una di queste lettere, quella che Paolo inviò ai cristiani nella città di Efeso, l’odierna città turca di Smirne, ma che con molta probabilità inviò anche ad altre chiese locali del tempo. Infatti nei manoscritti più antichi in nostro possesso, a riguardo dei destinatari della lettera, non abbiamo le parole “in Efeso”. Questa lettera per quanto breve è molto densa di contenuti e senza dubbio merita la nostra attenzione e comprensione.

Andremo per tappe attraverso la ricchezza di questo scritto, con l’intento di cogliere la vera natura del vangelo predicato da Paolo, il cui scopo è fare discepoli a Cristo da tutte le nazioni. Gli studiosi si sono interrogati se vi sia o meno continuità e fedeltà di contenuti tra il vangelo predicato da Cristo e quello predicato da Paolo. Si tratta di una domanda lecita a cui lo stesso apostolo dà una risposta inequivocabile che va nel senso di rivendicare una perfetta conformità e continuità con la persona e l’insegnamento di Gesù Cristo.

Nel presentare le sue credenziali, in premessa ad ogni sua lettera e anche nel corso delle stesse, Paolo asserisce che il suo apostolato e il suo messaggio trovano la loro autorità nella chiamata che Cristo risorto gli ha rivolto sulla via di Damasco e confermata in seguito. Questo deve rendere i suoi lettori certi del fatto che entrambi, apostolato e messaggio, rivestono un’autorità divina.

Si consiglia la lettura dei seguenti testi biblici: Atti degli Apostoli capitolo 9; Galati capitolo 1; 1 Timoteo 1,12-17; 1 Tessalonicesi 2,13; 2 Pietro 3,15-16; 2 Corinzi 1,13; 2 Timoteo 4,13; Colossesi 4,13; Romani 16,22.