è quello compiutamente incarnato dalla persona di Gesù Cristo e che fonda il nostro rapporto vitale con Lui. Infatti, Paolo scrive che i credenti sono radicati e fondati nell’amore di Cristo impiegando due verbi che esprimono un radicamento vitale tanto profondo quanto solido.

Questo amore 4D deve trovare espressione nelle relazioni che intercorrono tra i cristiani. Esso va abbracciato insieme ad altri, nella chiesa e non solo, nelle sue 4D-imensioni: larghezza, lunghezza, altezza e profondità.

Si tratta di un’impresa impossibile? Allora perchè Paolo ne parlerebbe? Forse che la sua preghiera è solo frutto di un’aspirazione velleitaria o di un proposito irraggiungibile? Paolo prega per cose possibili, anche se impossibili agli uomini senza la forza dello Spirito di Dio che agisce in loro con potenza.

Si tratta di comprendere e vivere, insieme ad altri nella chiesa, la larghezza di un amore che in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo non conosce confini né limiti alcuni; la lunghezza di un amore eterno che mai finirà; l’altezza di un amore che per la nostra salvezza ha scelto di abbandonare la gloria celeste e assumere pienamente l’umile condizione umana; la profondità di un amore che si è spinto fino negli inferi per liberare prigioni quali noi eravamo in ragione del nostro peccato e della nostra ribellione verso Dio.

conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza” (19) non è un ossimoro, né di un gioco di parole. È la sfida posta dinanzi a noi di conoscere l’amore di Gesù Cristo che è qualitativamente infinitamente superiore ad ogni altra auspicabile conoscenza umana.

Altrove Paolo scriverà a riguardo:

“ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo” (Filippesi 3,8)

Leggi Efesini 3,14-21