Questa domanda posta da un governatore romano della provincia della Giudea duemila anni fa, conserva, per l’uomo e la donna del XXI secolo, tutta la sua legittimitá e pregnanza nell’essere nuovamente posta .

Colui che la pose non si dispose a ricevere alcuna risposta né ad agire di conseguenza. Pilato é ricordato per quel suo gesto irresponsabile di essersi lavato le mani di Gesú, un Uomo troppo ingombrante e ingestibile per lui, in ragione di quel suo provincialismo che non gli permise di afferrare la grandezza, l’unicità e la portata storica di quell’Uomo il cui destino credeva di avere nelle mani.

La domanda é tale che nessuna persona, anche la meno incline alla riflessione sulla propria esistenza, almeno una volta non se la sia posta. E ad essa abbia dato una risposta, per quanto inconsapevole, che di fatto lo porta a vivere e ad agire nel modo in cui fa.

Noi tutti viviamo avendo già risposto alla domanda di Pilato, sia che crediamo o neghiamo l’esistenza di una verità oggettiva, normativa e assoluta, rispetto alla quale valutare le nostre precarie verità soggettive. Ognuno vive condotto dalle proprie (in)certezze, fintanto che non si arrenda alla volontà di qualcun altro.

In modo non speculativo e ozioso, ma concreto e attuoso, attraverso un ciclo d’incontri sul Vangelo secondo Giovanni, noi raccoglieremo quella sfida che Pilato non volle raccogliere. Ci lasceremo interpellare, e semmai trasformare dalla vita e dalle parole di Gesù Cristo, il quale asserì di essere la sola risposta alla domanda così vitale di Pilato e perciò chiamava le persone a seguirlo.

Gli incontri aperti al pubblico avranno luogo da gennaio 2014 presso speranzaxmilano in via Veglia,49 la domenica alle ore 18