Pregare la seconda domanda del Padre nostro comporta il riconoscimento dell’esistenza di un disegno salvifico che ha nel Dio sovrano delle Sacre Scritture il suo autore. Non significa mettere in discussione il presente governo sovrano di Dio sul mondo intero, ma chiedere che il regno di Dio, che Gesú ha inaugurato con la sua venuta, possa manifestarsi compiutamente ogni giorno di più, man mano che si va completando il numero degli eletti chiamati a salvezza.

Significa pregare che Dio stabilisca il suo regno, qui e ora in modo personale e invisibile nel cuore di coloro che pongono la propria fede in Gesú Cristo e allora, alla fine dei tempi, in modo universale e visibile con la creazione di nuovi cieli e di una nuova terra.

Pregare che il regno di Dio venga impegna i credenti nel promuovere ogni giorno di più, nel pensiero e nell’azione, una sempre maggiore compiutezza del disegno salvifico di Dio, ma rende impossibile la preghiera di quanti non hanno accolto il regno di Dio nei loro cuori. Cioé non hanno posta la loro fede in Gesù Cristo che quel regno ha instaurato con la sua venuta e la sua morte vicaria alla croce, quando si é caricato dei peccati di coloro per i quali é morto.

Non si puó pregare che il regno di Dio venga sempre piú a compimento nelle nostre vite e nella storia umana se di fatto, con tutto noi stessi, stiamo rigettando Colui che é venuto a compiere il disegno salvifico di Dio che quel regno rende possibile.

Gesú ha paragonato il regno dei cieli, cioé di Dio a diverse fattispecie, una di esse é quella di “un mercante che va in cerca di belle perle; e trovata una perla di gran valore … ha venduto tutto quello che aveva, e l’ha comperata.” (Matteo 13:45-46)

Entrare nel regno di Dio non ha prezzo!