Ieri abbiamo considerato la prima certezza di Pasqua: la certezza della morte fisica di Cristo. Oggi vogliamo considerare la seconda certezza: la risurrezione corporale di Cristo. Paolo scrive un intero capitolo sulla risurrezione in 1 Corinzi 15. La ragione per cui Paolo scrive questo capitolo era confutare coloro che non credevano nella risurrezione.

Anche oggi vi sono sedicenti credenti che negano la risurrezione perché pensano che sia una cosa incredibile. Per alcuni di loro la risurrezione è una cosa soltanto spirituale. Dicono che la domanda fondamentale non è se Cristo è risorto fisicamente, ma se Cristo è risorto spiritualmente nei nostri cuori!

Però secondo l’apostolo Paolo ci sono tre conseguenze della negazione della risurrezione. La prima conseguenza è che la predicazione del Vangelo è resa vana (1 Corinizi 15:14). Coloro che predicano la risurrezione dovrebbero essere considerati falsi testimoni di Dio. Quando Paolo predicava il Vangelo la risurrezione non era una verità opinabile. Per lui considerarsi un credente comportava credere nella risurrezione di Cristo.

La seconda conseguenza – della negazione della risurrezione – è che anche la nostra fede è vanificata e noi siamo ancora nei nostri peccati (1 Corinzi 15:17). E se i nostri peccati non sono stati da Dio perdonati noi meritiamo ancora la sua giusta punizione.

La terza conseguenza della negazione della risurrezione è che i credenti sarebbero vittime di un inganno e da biasimare (1 Corinzi 15:19). Paolo sta dicendo che un credente ha sprecato la sua vita se Cristo non fosse risorto. Ma forse qualcuno può pensare che anche se il cristianesimo alle fine risultasse falso ci avrebbe comunque aiutato a vivere una vita buona. Però, scrive Paolo, se Cristo non è risorto il Cristianesimo perde di ogni credibilità storica e non merita che noi investiamo su di esso la nostra vita!

Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti!  Questo è la nostra certezza! La fede di un credente non è vana. La predicazione del Vangelo non è vana. I credenti, per la grazia di Dio, non sono persone da commiserare.[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]