Le ferie appena terminate ci hanno visto dirigere verso tante mete diverse, alcune scelte con molto tempo d’anticipo, altre usufruendo della formula last second, per concederci un riposo senza doverci svenare. I tempi sono quelli che sono e invitano al risparmio, anche se si è sollecitati ai consumi, ma con quali risorse?

Quando facciamo una bella esperienza ci piace condividerla con quante più persone, perché parlare della nostra vacanza è un po’ come prolungarla, almeno nel nostro immaginario. Altre volte lo facciamo inviando agli amici qualche cartolina, altre volte acquisendo immagini sul nostro smartphone per poi poterle mostrare ripetutamente nelle occasioni più varie ad amici e parenti.

Ogni volta però irrimediabilmente arriva il giorno del ritorno a casa e a differenza della partenza questa volta i visi sono sì abbronzati ma più mesti e il sorriso non è più quello delle aspettative della partenza, ma quello conscio del rientro a casa e del ritorno alle proprie responsabilità quotidiane. Ma questa è la vita reale, dalla quale la vacanza ci permette solo un breve stacco!

Tante sono state le mete, ma da tutte abbiamo fatto un solo ritorno: quello a casa nostra. Questa cosa mi fa pensare ad una narrazione di Gesú che troviamo nel Vangelo secondo Luca al capitolo 15.

È la storia di un giovane benestante che un giorno chiede al padre di dargli la sua parte di eredità perché aveva voglia di evadere e abbandonare il tetto paterno. Il padre a malincuore concede al figlio quanto richiesto e lo lascia partire seppur con un peso sul cuore. Una volta partito il giovane facilmente si circonda di amici con i quali finirà per sperperare tutte le sue risorse e trovarsi senza denaro, senza più amici e senza un lavoro per potersi sostentare. È a questo punto che, dopo tanta riflessione e pentimento, prende la difficile decisione di fare ritorno a casa per chiedere di essere servo in casa di suo padre. Così anche questo giovane, dopo una bella e lunga vacanza nelle mete più esotiche del tempo, finita tragicamente, prende la decisione di fare ritorno a casa. Mentre si avvicina a casa cresce l’ansia pensando a quale sarà la reazione del padre. Lo accoglierà o lo disconoscerà?

Lascio a voi di leggere la conclusione della narrazione di Gesú che concerne da vicino ognuno di noi. Sia coloro che coscientemente hanno voluto prendere le distanze da Dio Padre, sia coloro che credono di non aver mai abbandonata la casa del Padre celeste e di essere con la loro coscienza a posto.

La conclusione della storia insegna che per quanta distanza noi possiamo aver posta tra noi e Dio, vagando per le mete più disparate, per mezzo di Gesú Cristo Egli vuole ricondurci a casa. Ma ciò sarà possibile solo se riconosceremo la nostra indegnità e il nostro bisogno di ravvedimento e di perdono.

Gesú narra che Dio Padre è pronto ad accogliere e perdonare ogni figlio penitente che fa ritorno a casa implorando il suo perdono. Cosa vogliamo fare? Continuare a vagare come vacanzieri da una meta all’altra lontani da Dio o fare al più presto ritorno a casa?

Passa a speranzaxmilano in via Veglia,49 e ritira una copia omaggio del best-seller “Il Dio prodigo” di Tim Keller.